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PROBLEMI ALL'ORECCHIO

Le cause più comuni dei dolori auricolari sono le flogosi acute dell'orecchio esterno, le otiti acute dell'orecchio medio e le foruncolosi. I dolori auricolari che compaiono durante la masticazione indirizzano verso un'infiammazione dell'orecchio esterno. Le otiti acute dell'orecchio interno sono più gravi e spesso associate a febbre o malessere. I dolori che irradiano dall'articolazione temporo-mandibolare, giustapposta al condotto uditivo, si manifestano al momento della masticazione o nel movimento delle mascelle. In questo caso conviene consultare il medico ed eventualmente un dentista (il dolore potrebbe provenire anche dalla carie di un molare). Tessuti maligni che invadono l'orecchio, la gola o il naso possono provocare dolori auricolari persistenti. Per i dolori auricolari minori, gli analgesici orali sono da preferire rispetto agli anestetici locali sotto forma di gocce otologiche.  Bisogna anche ricordare che un'otalgia può avere cause extra-auricolari: può essere il primo sintomo di un tumore della base della lingua o della faringo-laringe. Le otiti acute dell'orecchio medio seguono spesso un raffreddore. In particolare, nei bambini al di sotto dei 5 anni, le infezioni virali delle vie respiratorie superiori provocano infiammazioni nasali che si propagano alle trombe di Eustachio, inducendo una ipoventilazione dell'orecchio medio e favorendo così lo sviluppo di microorganismi responsabili di otiti acute. Se l'infezione dell'orecchio medio non è curata in tempo e correttamente, si può temere la sordità. I bambini sono più esposti al rischio di contrarre raffreddori; circa il 40% di loro ha già avuto un'otite acuta dell'orecchio medio e può essere soggetto a ricadute; in questi casi un'aerosol terapia con prodotti ed essenze naturali può contribuire a eliminare il ristagno catarrale. Le otalgie dei nuotatori sopraggiungono 2 o 3 giorni dopo la nuotata, e quindi è difficile mettere in relazione la causa con l'effetto. I dolori auricolari evocati dallo stiramento dei lobi delle orecchie (dolori tipici dell'otite esterna), associati a una nuotata, in genere, consentono una facile diagnosi. II trattamento dello stato acuto e la profilassi (gocce otologiche instillate nelle orecchie dopo il nuoto) sono efficaci. A scopo profilattico può anche essere consigliato l'uso in piscina di tappi per le orecchie, o eventualmente un lavaggio successivo con sistema non aggressivo per eliminare il cerume in eccesso che, rigonfiandosi a contatto dell'acqua, può causare fastidio e dolori. Le secrezioni variano a seconda della loro origine. Se vi è presenza di sangue, bisogna ricorrere al medico d'urgenza /ferita alla testa, carcinoma, ecc. Le secrezioni purulente, mucose e a volte sanguinolente che si accompagnano a una momentanea riduzione del dolore, indicano una otite acuta dell'orecchio medio e una perforazione del timpano. Si impone in questo caso una visita specialistica. Gli analgesici antipiretici possono essere consigliali in attesa della visita medica. Non bisogna toccare l'orecchio,  né utilizzare gocce auricolari quando il timpano è perforato.  ``Se la persona si lamenta di un orecchio continuamente tappato, con perdita della percezione uditiva, e se si osserva l'inizio di una secrezione, ciò suggerisce che  si soffra di un'otite cronica dell'orecchio medio; il paziente in genere non lamenta alcun dolore e non ha febbre. Una progressiva perdita della acutezza uditiva in una persona anziana può essere dovuta all'arteriosclerosi o ad artrosi delle ossa di trasmissione del suono. Una perdita improvvisa dell'udito può essere dovuta a una ferita al timpano, a un tappo di cerume, o ad un corpo estraneo nel condotto uditivo, oppure ancora ad una otite esterna di grado severo. Tinnito (ronzii, fischi) è comune e difficile da trattare. Può essere prodotto da una irritazione cocleare nell'orecchio interno; può anche trattarsi di allucinazioni uditive, per esempio nei pazienti psicotici; tutti questi casi necessitano di una diagnosi medica. I salicilati, gli aminoglicosidi, l'acido etacrinico, la furosemide, l'alcool, la nicotina, la chinidina, il chinino, il diazossido, il diflunisal, l'ibuprofene, l'indometacina, la lidocaina, gli anestetici locali, il naprossene, il piroxicam e gli antidepressivi triciclici possono provocare tinnito. I pazienti soggetti a questo disturbo dell'udito devono avvisare senza indugio il loro medico.  Il  sintomo di vertigine può indicare una irritazione vestibolare (orecchio interno). Può anche accadere che un tappo di cerume provochi una forte pressione sul timpano e che ciò si traduca in vertigini. Un certo numero di farmaci sono ototossici; basti ricordare gli aminoglicosidi, il chinino, la chinidina, i salicilati, i diuretici dell'ansa la clorochina, i citostatici, la vancomicina. Gli effetti dei salicilati a livello dell'orecchio sono reversibili con l'arresto del trattamento. Gli aminoglicosidi, i beta-bloccanti, cloramfenicolo, la diidrostreptomicina, l'imipramina, la chinina, la streptomicina, gli antidepressivi triciclici, l'ac. acetilsalicilico, la clorexidina, la furosemide, il minoxidil, il naprossene, la neomicina (topico) e il vaccino orale contro la poliomielite possono essere responsabili di un'alterazione dell' udito. Nei casi di otite dell'orecchio esterno, l'igiene è importante tanto quanto il trattamento stesso. E' da proscrivere completamente l'uso di tutto ciò che può penetrare nel condotto uditivo (bastoncini per la pulizia delle orecchie), perché questo tipo di procedura favorisce i traumi e aumenta la sensibilità ai microorganismi. II canale uditivo non deve essere toccato; solo il padiglione auricolare può essere pulito. Anche la piscina è da evitare, così come l'acqua nelle orecchie in generale. Protezioni in cera o silicone per evitare che l'acqua penetri nelle orecchie non sono sufficienti a proteggerle in caso di otite conclamata (sembrano invece sufficienti per la prevenzione) e a volte possono rilasciare residui all'interno dell'orecchio.  Un consiglio su come effettuare l'instillazione auricolare corretta delle gocce: per far ciò è utile l'aiuto di un'altra persona. Se il condotto uditivo è occluso, dev'essere prima liberato.Il  flacone delle gocce deve essere preriscaldato con le mani per qualche minuto. Il paziente deve essere coricato su un fianco con l'orecchio affetto verso l'alto. Il lobo dell'orecchio viene tirato verso l'alto e poi verso il basso per liberare il condotto uditivo: in esso viene instillato il numero prescritto di gocce. Lo stiramento del lobo dell'orecchio dopo l'instillazione permette l'evacuazione dell'aria e la discesa del liquido nel condotto uditivo. II paziente dovrà restare circa 5 minuti nella stessa posizione coricata dopo l'instillazione delle gocce, per permettere l'azione del farmaco. In aereo, al fine di evitare i barotraumi dell'orecchio  si consiglia di deglutire, sbadigliare, masticare. Si possono instillare delle gocce nasali decongestionanti in caso di raffreddore. In situazioni in cui il condotto uditivo si trova sottoposto a stimoli o microtraumi (soggetti portatori di protesi acustiche o che fanno uso frequente di cuffie acustiche, nuotatori, persone che viaggiano spesso in aereo ecc...) può essere indicata una periodica detersione con sostanze emollienti, che va però effettuata con la massima cautela.